Neurofeedback

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Si tratta di una procedura in cui la persona agisce attivamente perché riceve un “risposta” (feedback) dal monitor del computer della sua attività cerebrale ed acquisisce una strategia di autoregolazione poichè tale risposta sul suo andamento funziona da “incoraggiamento”, rinforzo e quindi permette di apprendere come raggiungere un determinato obiettivo. A tale scopo si utilizzano degli schermi animati ed in età infantile si possono introdurre dei videogiochi per favorire la partecipazione.
È importante l’affiancamento del clinico che aiuti la persona a modulare progressivamente la propria attività cerebrale e che ne conosca le caratteristiche psicologiche.

Come si struttura una seduta di Neurofeedback?
Prima di avviare il training è fondamentale comprendere come “funziona” l’attività elettrica del soggetto che si sottopone alla seduta e quindi una valutazione preliminare. Il setting prevede che la persona sia seduta di fronte ad un monitor ed una volta applicati gli elettrodi inizia la registrazione del “dialogo dei neuroni”. Tramite lo schermo quindi dialoghiamo con essi imparando a comunicare in maniera più efficace attraverso una strutturazione mirata delle sedute il cui numero viene stabilito in funzione degli obiettivi e delle caratteristiche personali. Indicativamente sono previste dalle 20 alle 30 sedute.

A chi si rivolge il Neurofeedback
Non esistono controindicazioni cliniche e risulta particolarmente indicato
– in età infantile:
Deficit di Attenzione con o senza Iperattività (ADD/ADHD)
Disturbi dell’ Apprendimento
– in età adulta:
Ansia
Abuso di sostanze e dipendenze
Dolore cronico
Cefalee muscolotensive, Emicrania
Insonnia
Più in generale può aiutare a migliorare l’attenzione, la concentrazione e la performance.